30/06/1931
"Appena l’uomo si sente isolato nel mondo, materialmente o spiritualmente, egli ricorre al diario con istinto tenace, se ne ignora l’esistenza se la inventa. Per quale strano bisogno? Per un bisogno di confidarsi, si dice, o riflettersi: contemplazione di se stesso. Ma quello che io noto piú forte in tutti i diari, dai piú semplici ed sterni, diari di fatti, diari scientifici, ai piú complicati ed intimi, è il desiderio, la volontà, la perseveranza del diarista a calcare sui fogli del calendario un’orma non peritura della propria vita. Sembra di vedere un uomo intento a inalzarsi il proprio monumento; e quello che maggiormente meraviglia è la sua fiducia senza limiti nella incancellabilità della cosa scritta (...)."
Diario in pubblico, Elio Vittorini
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